Il Ministero del Lavoro accelera sulla strategia nazionale per l’intelligenza artificiale nel lavoro: il 5 novembre l’Osservatorio dedicato ha presentato le prime analisi e il piano delle attività, e entro la fine di novembre la Strategia, il Rapporto annuale e le nuove Linee guida per imprese e lavoratori arriveranno al Comitato di indirizzo. Al centro ci sono le competenze di PMI e professionisti.
In sintesi
- Il 5 novembre l’Osservatorio sull’intelligenza artificiale nel lavoro del Ministero del Lavoro ha presentato il Piano integrato delle attività e le prime analisi.
- Tre i documenti in preparazione: la Strategia sull’uso dell’IA nel lavoro, il Rapporto annuale sugli impatti e l’aggiornamento delle Linee guida per imprese e lavoratori.
- I testi saranno sottoposti al Comitato di indirizzo, presieduto dal ministro, entro fine novembre.
- Al centro le competenze: non solo l’uso degli strumenti, ma la capacità di riorganizzare i processi, soprattutto nelle PMI e tra i professionisti.
- Presentato SIO, il sistema che raccoglie dati e analisi dell’Osservatorio.
L’Osservatorio sull’intelligenza artificiale nel lavoro: cosa è successo
La sessione di lavoro si è svolta il 5 novembre a Palazzo Wedekind, a Roma, come riporta il comunicato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Hanno partecipato tutti gli organi dell’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro: il Comitato di indirizzo, i quattro Comitati tecnico-scientifici, la Commissione etica e la Consulta delle parti sociali, insieme agli enti del sistema lavoro.
Sul tavolo il “Piano integrato delle attività” e i primi strumenti operativi, che serviranno a costruire tre documenti: la Strategia sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, il Rapporto annuale sugli impatti dell’IA e l’aggiornamento delle Linee guida rivolte a imprese e lavoratori. Secondo il Ministero, i contributi raccolti saranno sottoposti al Comitato di indirizzo, presieduto dal ministro Marina Calderone, entro la fine di novembre e guideranno l’attività dell’Osservatorio per il prossimo triennio.
Da dove nasce: la legge italiana sull’IA
L’Osservatorio è previsto dall’articolo 12 della legge 23 settembre 2025, n. 132, la legge italiana sull’intelligenza artificiale. Il testo lo istituisce presso il Ministero del Lavoro con il compito di definire una strategia sull’uso dell’IA nel lavoro, monitorarne l’impatto sul mercato del lavoro, individuare i settori più interessati e promuovere la formazione di lavoratori e datori di lavoro.
La stessa legge, all’articolo 11, stabilisce che il datore di lavoro o il committente deve informare il lavoratore quando utilizza sistemi di intelligenza artificiale, nei casi e con le modalità previsti dal decreto legislativo 152/1997. L’uso deve essere sicuro, affidabile e trasparente e non può portare a discriminazioni. L’articolo 13 riguarda invece i professionisti: l’IA è ammessa solo come supporto all’attività intellettuale e il cliente va informato sui sistemi utilizzati.
Competenze al centro, soprattutto per PMI e professionisti
Il tema che attraversa tutte le analisi è quello delle competenze. Secondo il Ministero, non basta saper usare gli strumenti di intelligenza artificiale: servono capacità organizzative e manageriali per capire quali applicazioni sono utili, riprogettare i processi, fissare gli obiettivi dei sistemi e verificarne i risultati. Un’esigenza indicata come particolarmente forte per piccole e medie imprese e professionisti.
Il confronto ha toccato anche l’evoluzione delle professioni, gli effetti possibili sull’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e le condizioni per una supervisione umana effettiva sulle decisioni che riguardano le persone. Il Ministero precisa che le posizioni degli esperti sono elementi di lavoro e non ancora indirizzi definitivi della Strategia. Per il ministro Calderone, l’intelligenza artificiale «è una trasformazione già in atto».
I nuovi strumenti: SIO e i cruscotti sulle professioni
Durante la riunione è stato presentato SIO, il Sistema Intelligente dell’Osservatorio: un portale che raccoglie dati, studi, analisi e contributi degli esperti in un unico ambiente, per monitorare i cambiamenti e allargare il confronto con il mondo del lavoro. SIO si aggiunge all’ecosistema digitale del Ministero, che ruota attorno al SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e comprende la piattaforma EDO per le competenze digitali e l’assistente AppLI.
INAPP e Sviluppo Lavoro Italia hanno invece presentato due cruscotti che mettono in relazione l’esposizione delle professioni all’IA, le competenze richieste negli annunci di lavoro e l’andamento delle attivazioni dei contratti. L’obiettivo è individuare segnali da seguire nel tempo, senza attribuire automaticamente all’intelligenza artificiale ogni variazione del mercato del lavoro.
Cosa significa per le imprese
Per le aziende l’Osservatorio sull’intelligenza artificiale è un punto di riferimento da seguire. L’aggiornamento delle Linee guida per imprese e lavoratori potrà fornire indicazioni pratiche su come introdurre l’IA nei processi. Già oggi la legge 132/2025 impone di informare i lavoratori sull’uso di questi sistemi. Per le PMI il messaggio è chiaro: adottare l’IA richiede formazione e riorganizzazione, non solo l’acquisto di software. In questo percorso possono aiutare figure come l’Innovation Manager, previsto da diverse misure pubbliche per la digitalizzazione, che affianca l’impresa nell’analisi dei processi e nella scelta delle tecnologie, e i consulenti di sicurezza informatica, che valutano rischi e protezione dei dati. Altri approfondimenti nelle sezioni Lavoro e Competenze e Innovazione e Digitale.
Fonti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, comunicato del 5 novembre 2026 “IA e lavoro, l’Osservatorio verso una strategia nazionale”; legge 23 settembre 2025, n. 132 (Normattiva).










