Dal 10 novembre 2026 si apre lo sportello del Voucher Cloud e Cybersecurity del Ministero delle Imprese e del made in Italy: un contributo a fondo perduto del 50% delle spese, fino a 20mila euro, per PMI e lavoratori autonomi che acquistano servizi cloud e soluzioni di sicurezza informatica. Le domande si inviano dalle 12 del 10 novembre e sono valutate in ordine di arrivo, quindi i primi giorni saranno decisivi. La dotazione è di 150 milioni di euro, di cui circa 71 milioni riservati alle regioni del Mezzogiorno.
In sintesi
- Contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese, investimento minimo 4.000 euro, voucher massimo 20.000 euro.
- Beneficiari: PMI e lavoratori autonomi con una connessione di almeno 30 Mbps in download.
- Spese ammesse: hardware e software di cybersecurity, servizi cloud e servizi di configurazione e supporto (massimo 30% del piano).
- Acquisti solo da fornitori iscritti nell’elenco del Ministero; spese sostenute dopo la domanda.
- Invio domande dalle 12 del 10 novembre 2026 alle 12 del 20 gennaio 2027, a sportello fino a esaurimento fondi.
Voucher Cloud e Cybersecurity: risorse e beneficiari
La misura è regolata dal decreto direttoriale del MIMIT del 4 agosto 2026, che fissa termini e modalità di presentazione delle domande, mentre un decreto del 29 luglio 2026 ha istituito l’elenco dei fornitori abilitati. La dotazione complessiva è di 150 milioni di euro: circa 71 milioni sono riservati agli interventi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Possono partecipare le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi di tutto il territorio nazionale. Come riepiloga la scheda dell’ANCE, le imprese devono essere attive e iscritte al Registro delle imprese, non in liquidazione né sottoposte a procedure concorsuali, in regola con l’assicurazione obbligatoria contro le catastrofi naturali e avere, alla data della domanda, un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps. Ogni soggetto può presentare una sola domanda.
Quanto vale il contributo
Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili. Il piano di spesa deve valere almeno 4.000 euro e il contributo non può superare 20.000 euro per beneficiario, come conferma anche la Camera di commercio del Molise. L’aiuto è concesso in regime de minimis (Regolamento UE 2023/2832), quindi va verificato lo spazio residuo nel massimale dell’impresa. L’erogazione avviene dopo la rendicontazione, in due quote oppure in un’unica soluzione a fine investimento.
Le spese ammesse: sicurezza informatica e cloud
Il voucher finanzia soluzioni che portano un reale salto tecnologico rispetto a quelle già in uso. Rientrano tra le spese ammissibili:
- hardware e software di cybersecurity, come firewall, antivirus, cifratura e gestione delle vulnerabilità;
- servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma, come macchine virtuali, archiviazione e backup;
- applicativi in cloud (SaaS) per contabilità, personale, organizzazione delle attività, gestione clienti e produttività, anche con funzioni di intelligenza artificiale; gestionali ERP e CRM sono ammessi solo se erogati in cloud;
- servizi di configurazione, monitoraggio e supporto, entro il 30% del piano di spesa.
Sono escluse le soluzioni con prestazioni analoghe a quelle già presenti, gli aggiornamenti senza miglioramenti sostanziali, il semplice aumento di licenze o utenze, la formazione, le consulenze solo teoriche e l’hardware generico come i server. Gli abbonamenti devono avere una durata di almeno 24 mesi. Le spese vanno sostenute dopo la presentazione della domanda e concluse entro 12 mesi dalla concessione.
Solo fornitori abilitati: il ruolo del partner tecnico
Un punto chiave della misura è che gli acquisti devono avvenire presso fornitori iscritti nell’elenco del Ministero, consultabile sulla piattaforma di Invitalia. Per iscriversi i fornitori hanno dovuto dimostrare requisiti specifici: certificazioni ISO 9001 e ISO/IEC 27001 per l’hardware e il software di sicurezza e, per i servizi cloud, anche ISO/IEC 27017 o CSA STAR livello 2, con un percorso semplificato per chi è già qualificato nel catalogo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
Alla domanda vanno allegati i preventivi dei fornitori, con costi e codici identificativi, e la documentazione che illustra il miglioramento previsto rispetto alla situazione di partenza. Per questo, prima di presentare la domanda, è utile un’analisi della situazione informatica dell’azienda, svolta con il fornitore o con un consulente di sicurezza, che individui i rischi principali e le soluzioni davvero necessarie: è anche il modo per costruire un piano coerente con i requisiti di miglioramento richiesti dal bando.
Come e quando presentare la domanda
Per il Voucher Cloud e Cybersecurity la procedura è solo telematica, con accesso tramite SPID, CIE o CNS e con PEC attiva e firma digitale. Dalle 12 del 20 ottobre 2026 è possibile precompilare la domanda; l’invio è possibile dalle 12 del 10 novembre 2026 fino alle 12 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Le domande sono esaminate in ordine cronologico di presentazione.
Cosa significa per le imprese
Per una piccola impresa o un professionista il Voucher Cloud e Cybersecurity è un’occasione concreta per mettere in sicurezza dati e sistemi a metà prezzo. Con lo sportello a ordine di arrivo, chi ha già scelto il fornitore abilitato, raccolto i preventivi e precompilato la domanda potrà inviarla dal primo giorno. Attenzione a non firmare contratti prima dell’invio, perché le spese precedenti non sono ammesse. Altre misure per la trasformazione digitale sono nella sezione Innovazione e Digitale.
Fonti: MIMIT, decreto direttoriale 4 agosto 2026; ANCE, scheda “Cloud e cybersicurezza: contributi fino a 20.000 euro per PMI e autonomi”; Camera di commercio del Molise.










