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Home Economia

I numeri dell’economia: fiducia dei consumatori al minimo del 2026, imprese in recupero

Di Marco Catalani
30/10/2026
in Economia
0
fiducia dei consumatori e numeri dell'economia

Foto: Pixabay

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I numeri dell’economia di questa settimana raccontano un’Italia a due velocità: la fiducia dei consumatori scende a ottobre a 90,3 punti, il livello più basso del 2026, mentre quella delle imprese risale a 96,6 trainata dai servizi. Il mercato del lavoro tiene, l’export verso i Paesi extra Ue cresce su base annua e le banche allentano leggermente i criteri per i prestiti alle aziende, che però ne chiedono meno.

In sintesi

  • Fiducia consumatori a ottobre: 90,3 (da 91,2). Fiducia imprese: 96,6 (da 95,9).
  • Lavoro a settembre: tasso di occupazione al 63,0%, disoccupazione al 6,3%, giovanile al 19,9%.
  • Export extra Ue a settembre: +5,4% su base annua, -1,3% su agosto. Usa a -6,6%.
  • Credito: nel terzo trimestre criteri lievemente più distesi per le imprese, domanda di prestiti in leggero calo.

Fiducia dei consumatori al minimo dell’anno, le imprese recuperano

Secondo l’indagine Istat di ottobre, l’indice del clima di fiducia dei consumatori passa da 91,2 a 90,3. È il valore più basso registrato quest’anno: a gennaio l’indice era a 96,8. A pesare è soprattutto il giudizio sulla situazione generale del Paese: il clima economico crolla da 88,0 a 82,9 e anche il clima corrente scende (da 90,4 a 88,7). Le famiglie sono invece un po’ meno pessimiste sulla propria condizione personale (clima personale da 92,4 a 93,0), mentre le attese sul futuro restano ferme a 92,3.

Segnale opposto dal fronte produttivo. L’indice composito della fiducia delle imprese (IESI) sale da 95,9 a 96,6. Il miglioramento arriva dai servizi di mercato (da 97,1 a 99,6) e, in misura minore, dalle costruzioni (da 97,5 a 97,8). La manifattura resta ferma a 91,9, anche se migliorano i giudizi sugli ordini e le attese di produzione. Arretra invece il commercio al dettaglio (da 104,3 a 100,7), con un netto peggioramento di giudizi e attese sulle vendite: un dato coerente con la prudenza delle famiglie. Nella manifattura e nelle costruzioni le imprese segnalano più incertezza e si aspettano prezzi di vendita in aumento.

Lavoro: occupazione stabile, ma i disoccupati crescono su base annua

I dati provvisori Istat su occupati e disoccupati di settembre mostrano un mese di sostanziale stabilità: il tasso di occupazione resta al 63,0%, quello di disoccupazione al 6,3%, l’inattività al 32,7%. Scende di 0,4 punti la disoccupazione giovanile, al 19,9%.

Il confronto con un anno fa offre un quadro più articolato. Gli occupati sono 198mila in più (+0,8%) e gli inattivi tra 15 e 64 anni calano di 293mila. Ma aumentano anche i disoccupati, +117mila (+7,8%): più persone escono dall’inattività e cercano lavoro, e non tutte lo trovano. Nel terzo trimestre, rispetto al secondo, gli occupati sono diminuiti di 13mila unità (-0,1%), mentre i disoccupati sono cresciuti di 108mila. Per i temi di lavoro e competenze resta il riferimento la nostra sezione Lavoro e Competenze.

Export extra Ue: corrono Svizzera e Cina, frenano gli Stati Uniti

A settembre le esportazioni verso i Paesi extra Ue, secondo la stima preliminare Istat, crescono del 5,4% su base annua, mentre le importazioni salgono del 6,3%. Rispetto ad agosto, al netto della stagionalità, l’export cala dell’1,3%, ma nel trimestre luglio-settembre la crescita congiunturale è del 3,0%. L’avanzo commerciale è di 2.826 milioni di euro e sale a 8.554 milioni escludendo l’energia.

La geografia della domanda cambia. Secondo il dettaglio del comunicato, crescono in modo marcato le vendite in Svizzera (+38,1%), Cina (+31,4%), Turchia (+20,7%) e nei Paesi Asean (+16,1%). Gli Stati Uniti, primo mercato extra Ue con il 10,8% dell’export, segnano invece un -6,6%. Per tipologia di prodotto spiccano i beni intermedi (+20,3%), mentre i beni strumentali calano dell’8,7%.

Credito alle imprese: banche più disponibili, ma la domanda scende

L’indagine sul credito bancario della Banca d’Italia, condotta su undici gruppi bancari, indica che nel terzo trimestre i criteri di concessione dei prestiti alle imprese sono stati lievemente allentati, soprattutto per effetto della concorrenza tra banche. La domanda di finanziamenti da parte delle aziende è però diminuita leggermente: pesano minori esigenze per gli investimenti fissi e un maggiore ricorso all’autofinanziamento, solo in parte compensati dalle richieste per capitale circolante e ristrutturazione del debito.

Per il quarto trimestre le banche prevedono un lieve irrigidimento dei criteri per le imprese e una domanda sostanzialmente invariata.

Cosa significa per le imprese

Il quadro della settimana suggerisce prudenza soprattutto a chi vende ai consumatori finali: il calo della fiducia delle famiglie e il peggioramento delle attese nel commercio al dettaglio possono tradursi in vendite più deboli nei prossimi mesi. Per chi esporta, la frenata degli Stati Uniti e la crescita di mercati come Svizzera, Cina e Turchia confermano l’utilità di diversificare gli sbocchi. Sul credito, la finestra di condizioni più favorevoli potrebbe restringersi: le banche stesse prevedono criteri più rigidi a fine anno, un elemento da considerare per chi ha in programma investimenti. Il dato sul fatturato dell’industria di agosto, analizzato nel nostro articolo dedicato, completa il quadro. Tutti gli aggiornamenti macro sono nella sezione Economia.

Fonti: Istat, Fiducia dei consumatori e delle imprese – ottobre 2026; Istat, Occupati e disoccupati (dati provvisori) – settembre 2026; Istat, Commercio estero extra Ue – settembre 2026; Banca d’Italia, Indagine sul credito bancario nell’area dell’euro – ottobre 2026.

Tags: Banca d'ItaliaExportfiducia consumatoriI numeri dell'economiaistatoccupazione
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