Ad agosto il fatturato dell’industria scende dello 0,9% rispetto a luglio in valore e del 3,5% in volume, ma su base annua i ricavi crescono del 4,2%: lo rileva l’Istat, segnalando che l’aumento è dovuto ai prezzi più che alle quantità vendute. Nello stesso periodo il fatturato dei servizi sale dello 0,3% in valore e cala dello 0,3% in volume.
In sintesi
- Fatturato dell’industria ad agosto 2026: -0,9% in valore e -3,5% in volume rispetto a luglio.
- Su base annua il valore cresce del 4,2%, mentre i volumi calano del 2,9%.
- Mercato interno debole: -5,5% in volume rispetto ad agosto 2025; l’estero tiene (+1,7%).
- Energia a +36,7% in valore; beni di consumo a -3,5%.
- Servizi: +3,6% in valore su base annua, -0,5% in volume.
Fatturato dell’industria: i dati di agosto
Secondo il comunicato Istat diffuso il 28 ottobre 2026, nel mese di agosto il fatturato dell’industria in senso stretto, al netto della stagionalità, è sceso dello 0,9% in valore e del 3,5% in volume rispetto a luglio. La flessione riguarda entrambi i mercati: in valore -0,9% sul mercato interno e -1,0% su quello estero. In volume il calo è del 3,9% in Italia e del 2,7% all’estero.
Allargando lo sguardo al trimestre giugno-agosto, il valore del fatturato è fermo rispetto ai tre mesi precedenti (0,0%), mentre i volumi arretrano dell’1,8%. È il segnale che le imprese industriali riescono a mantenere i ricavi grazie ai listini, ma vendono meno.
Ricavi in crescita, quantità in calo
Il dato più significativo è il confronto con agosto 2025. Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato dell’industria cresce del 4,2% in valore ma scende del 2,9% in volume. In valore il mercato interno segna +3,1% e quello estero +6,5%. In volume, invece, il mercato interno perde il 5,5%, mentre l’estero resta positivo con +1,7%.
Il divario tra valore e volume riflette l’aumento dei prezzi. L’Istat parla di una crescita tendenziale “vivace” in valore, accompagnata però da volumi negativi sia nell’industria sia nei servizi. Per le imprese italiane la domanda estera continua quindi a sostenere l’attività più di quella nazionale.
I comparti: corre l’energia, frenano i beni di consumo
Tra i principali raggruppamenti di industrie, su base annua l’energia registra un balzo del 36,7% in valore. I beni strumentali crescono del 5,9% e i beni intermedi dell’1,9%, mentre i beni di consumo calano del 3,5%. Al netto dell’energia, il fatturato industriale cresce solo dello 0,9% rispetto a un anno prima e perde il 2,0% rispetto a luglio.
Le attività manifatturiere segnano -0,4% su luglio e +4,1% su base annua in valore. Le attività estrattive crescono dell’11,4% in valore, ma in volume crollano del 24,6%: un altro caso in cui il prezzo spiega quasi tutto il risultato.
Servizi: valore in aumento, volumi in lieve calo
Nel terziario (esclusi i negozi al dettaglio) il fatturato di agosto cresce dello 0,3% in valore e cala dello 0,3% in volume rispetto a luglio. Su base annua il valore sale del 3,6% e il volume scende dello 0,5%. Il commercio all’ingrosso è il comparto più dinamico (+5,2% in valore), seguito da trasporto e magazzinaggio (+4,2%) e informazione e comunicazione (+3,8%). In fondo alla classifica ci sono le attività immobiliari, a -8,6% in valore e -12,6% in volume. In volume vanno meglio il noleggio e i servizi di supporto alle imprese (+2,5%), l’informatica e le telecomunicazioni (+2,3%) e le attività professionali (+0,9%).
Cosa significa per le imprese
I dati sul fatturato dell’industria confermano una fase in cui i ricavi tengono soprattutto grazie ai prezzi, mentre le quantità vendute, in particolare sul mercato interno, si riducono. Per le PMI che lavorano soprattutto in Italia significa margini sotto pressione e domanda più debole. Chi esporta trova ancora sbocchi, ma con una crescita contenuta in volume. In questo quadro conviene monitorare con attenzione i costi dell’energia, che pesano sul valore dei ricavi, e valutare gli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione e degli investimenti. Il prossimo aggiornamento Istat, con i dati di settembre, è previsto per il 27 novembre 2026. Altri dati e analisi nella sezione Economia di Portale Impresa.
Fonti: Istat, “Fatturato dell’industria e dei servizi – agosto 2026”, comunicato stampa del 28 ottobre 2026.









