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Protesti in Italia 2013-2019: In calo sia il numero che i soggetti protestati nell’ultimo report Istat

Di Marco Catalani
23/09/2021
in Notizie
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Nel 2019 i protesti iscritti nel Registro informatico sono stati 412.962, di cui 349.392 cambiali (84,6%) e 63.570 assegni (15,4%).

Il loro ammontare รจ pari a circa 553 milioni di euro: quasi 353 milioni riguardano le cambiali (63,8%) e circa 200 milioni gli assegni (36,2%).

I protestati sono 115.281: 96.270 sono persone (83,5%) e 19.011 imprese (16,5%).

Rispetto al 2013 (primo anno della nuova serie storica) i valori sono tutti in calo: numero dei protesti -65,4%, ammontare -79,5%, soggetti protestati -53,0% (di cui persone -49,7%; imprese -64,8%).

 
40,5โ€ฐ   Il tasso di cambiali protestate su 1.000 emesse       Da 85 per mille nel 2013.1.339euro   Lโ€™importo medio dei titoli di credito protestati      1,6โ€ฐ   Il tasso di persone protestate       I tassi piรน alti si registrano al Sud e nelle Isole.
                                                                                          

In forte flessione i protesti dagli anni Settanta ad oggi

I protesti hanno assunto rilevanza statistica dalla fine degli anni Venti (con oltre un milione di protesti lโ€™anno)i[1], aumentando soprattutto a partire dagli anni successivi alla Seconda guerra mondiale per raggiungere i livelli piรน alti alla fine degli anni Sessanta (oltre 16 milioni allโ€™anno). Dai primi anni Settanta iniziano a diminuire fino a scendere sotto il milione dal 2014. Nel 2019 ne sono stati registrati 412.962 (-65,4% rispetto al 2013, primo anno della nuova serie storica).

Rispetto al 2013, la flessione ha interessato tutte le ripartizioni geografiche del Paese – con variazioni che oscillano da -68,4% nel Nord-est a -63,0% nel Nord-ovest – e tutte le regioni con differenze fra loro molto accentuate (-81,0% nelle Marche e -58,0% nel Lazio).

Su tutto il territorio nazionale il calo ha riguardato le cambiali (-63,7%) e ancora di piรน gli assegni
(-72,5%).

Le cambiali diminuiscono in modo abbastanza omogeneo a livello di ripartizione (con variazioni comprese fra -65,1% nelle Isole e -62,7% al Sud) e piรน diversificato a livello regionale (da -78,9% nelle Marche a -55,3% nel Molise). Gli assegni, invece, mostrano una dinamica maggiormente differenziata sia a livello di ripartizione (da -91,2% nel Nord-est a -61,6% nel Nord-ovest), sia di regione (da -100,0% in Valle dโ€™Aosta a -56,6% in Lombardia).

A diminuire sono soprattutto i protesti associati alle persone giuridiche, ovvero imprese, condomini, societร , attivitร  commerciali e altri soggetti giuridici (di seguito indicati come โ€œimpreseโ€), sia per le cambiali (-74,5%; con variazioni massime nel Nord-est, -81,1%, e minime al Sud, -66,8%) sia per gli assegni (-75,1%; con differenze territoriali piรน accentuale: da -91,4% del Nord-est a -59,5% del Centro).

I protesti associati alle persone fisiche diminuiscono del 55,1% in caso di cambiali (con flessioni abbastanza omogenee su tutto il territorio: da -57,9% al Sud a -52,2% al Centro) e del 67,9% in caso di assegni (con differenze piรน marcate fra le aree geografiche: da -90,4% del Nord-est a -57,9% del Nord-ovest).

PROTESTI LEVATI, SOGGETTI PROTESTATI, AMMONTARE E IMPORTI MEDI

Anni 2013-2019, valori assoluti e percentuali; ammontare in migliaia di euro e importi medi in euro

Soprattutto cambiali fra i titoli protestati

Le cambiali (e tratte accettate) protestate sono state 349.392 nel 2019 (lโ€™84,6% del complesso dei titoli di credito protestati, con quote che raggiungono il 96,1% nel Nord-est, il 96,0% al Sud e il 92,0% nelle Isole), e gli assegni 63.570 (il 15,4% del totale dei protesti, con quote piรน consistenti nel Centro e nel Nord-ovest, rispettivamente 28,3% e 25,3%).

Fra i titoli di credito protestati, gli assegni rappresentano dunque una quota minoritaria. Questo dipende anche dal fatto che, per questo tipo di titolo, il protesto diviene un atto necessario soltanto quando si vuole ottenere il pagamento dallโ€™ultimo beneficiario, in caso di piรน girate (obbligato in via di regresso). Se invece lโ€™assegno non presenta altre girate, se non quella del diretto beneficiario (รจ il caso, ad esempio, degli assegni con un importo superiore ai 1.000 euro, non trasferibili in base alle norme antiriciclaggio), non รจ necessario protestarlo, in quanto lโ€™assegno rimasto impagato costituisce di per sรฉ un valido titolo per ottenere il pagamento da chi lo ha emesso.

Inoltre gli interventi legislativi in materia economica, nel corso dellโ€™arco temporale considerato, possono avere condizionato il differente utilizzo dellโ€™assegno come strumento di pagamento. Si pensi alla Legge di stabilitร  del 2014 che aveva limitato lโ€™uso dei contanti a importi inferiori ai 1.000 euro. Successivamente la Legge di stabilitร  del 2016 ha innalzato la soglia dei pagamenti in contanti fino a 3.000 euro. Rispetto al 2015, quindi, รจ stato possibile utilizzare il contante per tutti i tipi di pagamento compresi tra 1.000 e 2.999,99 euro, mentre quelli sopra i tre mila hanno richiesto il bonifico bancario, lโ€™assegno non trasferibile, la carta di credito o il bancomat.

Cambiali protestate piรน alle persone che alle imprese

Il 73,6% delle cambiali protestate risulta associato alle persone (257.105 in valore assoluto), con quote che superano la media nazionale nelle Isole (81,0%), nel Nord-est (79,9%) e nel Nord-ovest (78,8%). Soltanto nel 24,5% dei casi questo tipo di effetto riguarda le imprese (85.441) e le quote risultano piรน alte al Sud e nel Centro (rispettivamente 29,1% e 28,1%). Nel 2,0% dei casi non si conosce a che tipologia di soggetto sia associata la cambiale.

Seppure in misura piรน limitata rispetto alle cambiali, anche gli assegni protestati sono maggiormente a carico di persone (68,0%; 43.257), con quote superiori nel Nord-ovest (75,0%) e nel Centro (68,3%). Al contrario, il 30,6% degli assegni รจ associato alle imprese (19.460). In questo caso le quote piรน alte si registrano nel Nord-est, al Sud (entrambe 48,7%) e nelle Isole (40,8%). Nellโ€™1,3% dei casi non รจ possibile individuare a quale tipo di soggetto sia legato lโ€™assegno.

FIGURA 1. CAMBIALI E ASSEGNI E PER TIPO DI SOGGETTO PROTESTATO.

Anno 2019, composizione percentuale

In forte calo il tasso di uso delle cambiali e degli assegni

Il calo dei protesti negli anni puรฒ essere attribuito a una molteplicitร  di fattori. Anzitutto lโ€™utilizzodei titoli di credito come mezzi cambiari per il pagamento dilazionato di una certa somma di denaro, su base fiduciaria, ha subito sostanziali modifiche legate alla trasformazione dellโ€™intero sistema creditizio. In particolare, tra le pratiche di pagamento di individui, famiglie e imprese le innovazioni informatiche hanno introdotto sistemi come le carte di pagamento: carte di credito, carte di debito, carte prepagate, carte a spendibilitร  limitata.

In questo quadro, le cambiali emesse, calcolate sulla base delle marche da bolloii[2] rilasciate dallโ€™Agenzia delle Entrate, passano da 11.315.535 nel 2013 a 8.618.771 nel 2019 (-23,8%). Risulta in diminuzione anche il tasso di utilizzoiii[3] di questo strumento cambiario: 188 le cambiali emesse ogni 1.000 abitanti nel 2013 contro 144 del 2019 (-23,1%).

Rispetto alla cambiale, lโ€™utilizzo dellโ€™assegno รจ molto piรน diffuso sul territorio, ma comunque in calo. Secondo quanto rilevato da Banca dโ€™Italia, gli assegni emessiIV[4] passano da 219.550.952 nel 2013 a 119.574.063 nel 2019 (-45,5%). Il tassoV[5] di utilizzo risulta in flessione piรน che per le cambiali: gli assegni emessi ogni 1.000 abitanti passano da 3.640 nel 2013 a 2.002 nel 2019 (-45,0%) (Figura 2).

Piรน che dimezzati i tassi di cambiali e di assegni protestati

La riduzione della circolazione di cambiali e di assegni e del loro uso da parte della popolazione non sembra essere sufficiente, da sola, a spiegare la consistente diminuzione dei protesti. La flessione dei tassi di cambiali e di assegni protestati, infatti, si รจ ridotta di piรน rispetto ai suoi tassi di utilizzo, dimezzandosi in entrambi i casi. Il tasso di cambiali protestate passa da 85,0 ogni 1.000 emesse nel 2013 a 40,5 nel 2019 (-52,3%), e per gli assegni passa da 1,1 ogni 1.000 assegni emessi nel 2013 a 0,5 nel 2019 (-49,5%) (Figura 2).

Su questa dinamica ha inciso anche lโ€™attivitร  di pubblicitร  realizzata dal Registro informatico dei protesti – REPRVI[6] e, per gli assegni, anche lโ€™esercizio di controllo da parte di altri organismi, come la Centrale di allarme interbancaria (CAI)VII[7]. Tali servizi di vigilanza per gli assegni comportano conseguenze piรน restrittive per i soggetti protestati in termini di accesso al credito e ai mezzi di finanziamento bancario, rispetto a quelli previsti dalla legislazione vigente in caso di pubblicitร  del protesto mediante il REPRVIII[8].

FIGURA 2. TASSO Dโ€™USO(a) DI CAMBIALI E ASSEGNI E RISPETTIVO TASSO DI CAMBIALI E ASSEGNI PROTESTATI. Anni 2013-2019, cambiali e assegni emessi per 1.000 abitanti, cambiali e assegni protestati rispettivamente per 1.000 emessi

(a) Il tasso di utilizzo รจ ottenuto rapportando il numero dei titoli di credito emessi (rispettivamente cambiali o assegni) ogni 1.000 abitanti residenti.

In calo i tassi di persone e di imprese protestate

Fra il primo e lโ€™ultimo anno della serie storica considerata, anche il tasso di persone protestate รจ quasi dimezzato e passa da 3,2 a 1,6 ogni 1.000 abitanti residenti.

Nel 2019 gli uomini protestati sono il doppio rispetto alle donne (2,2 su 1.000 uomini contro 1,1 su 1.000 donne), ma la flessione dei tassi รจ simile (-49,9% per gli uomini e -47,9% per le donne).

Ancora piรน forte il calo del tasso di imprese protestate, nel 2013 pari a 12,2 ogni 1.000 attive nellโ€™anno precedente e nel 2019 pari a 4,3 ogni 1.000 attiveIX[9] nel 2018 (-64,7%).

Al Sud i tassi piรน alti di persone e imprese protestate, nel Nord-est i piรน bassi

A livello di ripartizione geografica, i tassi di utilizzo di cambiali e i tassi di persone e imprese protestate seguono lo stesso andamento. Le cambiali sono utilizzate e maggiormente protestate soprattutto al Sud(nel 2019 182 cambiali emesse ogni 1.000 abitanti; 51,5 protestate ogni 1.000 cambiali emesse), area in cui si riscontrano i piรน alti tassi sia di persone (2,3 ogni 1.000 abitanti; 3,2 per 1.000 uomini contro 1,5 su 1.000 donne)X sia di imprese protestate (8,5 ogni 1.000 imprese attive)XI[10] (Figura 3).

Il Nord-ovest รจ la ripartizione geografica dove si utilizzano di piรน gli assegni (2.354 assegni emessi ogni 1.000 abitanti) mentre al Centro si rilevano i tassi piรน elevati di assegni protestati (1,1 ogni 1.000 emessi).

Nel Nord-est i valori di quasi tutti i tassi sono i piรน bassi dโ€™Italia: tassi di utilizzo di cambiali (86 cambiali emesse ogni 1.000 abitanti); tassi di persone protestate (0,8 ogni 1.000 abitanti residenti) – sia di uomini sia di donne (1,1 su 1.000 uomini residenti contro 0,5 su 1.000 donne residenti); tasso di imprese protestate (1,7 ogni 1.000 imprese attive); tassi di assegni utilizzati e protestati (1.636 ogni 1.000 abitanti e 0,1 ogni 1.000 emessi). Al Nord-ovest si registrano i tassi piรน bassi di cambiali protestate (31,4 ogni 1.000 emesse).

FIGURA 3. TASSI DI PERSONE (UOMINI E DONNE) E DI IMPRESE PROTESTATE, PER RIPARTIZIONE. Anni 2013-2019, tasso di persone protestate per 1.000 abitanti; tasso di uomini e di donne, rispettivamente per 1.000 abitanti dello stesso sesso; tasso di imprese protestate ogni 1.000 attive

In rapporto alla popolazione piรน protestati in Calabria

Nel 2019 la Campania รจ la regione in cui le cambiali sono piรน utilizzate (220 ogni 1.000 abitanti), seguita da Sicilia, Lazio (entrambe 194) e Puglia (184). La Calabria detiene invece il primato per il numero di persone protestate rispetto alla popolazione (2,8 ogni 1.000 abitanti residenti), seguono Campania (2,6 ogni 1.000 abitanti), Sicilia (2,1 ogni 1.000 abitanti) e Puglia (2,0).

Nel caso in cui il soggetto protestato sia unโ€™impresa, รจ la Campania a registrare i tassi piรน elevati dโ€™Italia (11,0 ogni 1.000 imprese attive), seguita dalla Calabria (10,1) (Figura 4).

Lโ€™utilizzo degli assegni รจ piรน frequente in Liguria (2.962 ogni 1.000 abitanti), Toscana (2.620) e Valle dโ€™Aosta (2.448). Il Lazio รจ la regione con i tassi piรน alti di assegni protestati (2,5 ogni 1.000 emessi), segue la Lombardia (1,0).

Le due Province Autonome di Bolzano e Trento registrano i tassi di utilizzo piรน bassi dโ€™Italia sia per le cambiali (rispettivamente 17 e 11 ogni 1.000 abitanti) sia per assegni (rispettivamente 311 e 777 ogni 1.000 abitanti). Sono piรน contenuti anche i tassi di persone protestate, rispettivamente 0,3 ogni 1.000 abitanti residenti per la Provincia Autonoma di Bolzano e 0,4 ogni 1.000 abitanti in quella di Trento, e di imprese protestate. Le due Province Autonome registrano anche i tassi piรน bassi di assegni protestati (molto vicini allo 0 in entrambe) insieme a Valle dโ€™Aosta, Umbria, Marche e Piemonte.

Valle dโ€™Aosta e Provincia Autonoma di Trento mostrano il numero piรน elevato di cambiali protestate ogni 1.000 emesse (rispettivamente 146,3 e 137,9 nel 2019). Ma occorre tener conto che in questi territori i numeri in valore assoluto sono molto piรน esigui rispetto a quelli di altre regioni.

Per i protesti di cambiali il tasso piรน basso si registra in Lombardia (26,0 cambiali protestate ogni 1.000 emesse nel 2019), seguita da Veneto (29,0) e Sicilia (33,6).

FIGURA 4. TASSO DI PERSONE E DI IMPRESE PROTESTATE PER REGIONE DI RESIDENZA (a) DEI PROTESTATI. Anno 2019, tasso di persone protestate ogni 1.000 abitanti e tasso di imprese protestate ogni 1.000 attive

 (a) Per residenza si intende il domicilio del soggetto protestato

Fra i protestati soprattutto persone fisiche

Il complesso dei soggetti fisici e giuridici protestati (iscritti al REPR) รจ pari a 115.281 nel 2019. Di questi, 96.270 sono persone (83,5%) e 19.011 imprese (16,5%).

Nel corso degli anni il numero complessivo di soggetti (fisici e giuridici) protestati si รจ ridotto, fino a dimezzarsi fra il 2013 e il 2019 (-53,0%). La diminuzione ha riguardato le imprese (-64,8%) piรน delle persone (-49,7%); nella composizione percentuale si รจ registrata una quota di +5,5 punti percentuali di individui nel 2019 rispetto al 2013 (Figura 5).

Persone protestate: per lo piรน maschi e italiani

Le persone iscritte nel REPR nel 2019 sono soprattutto uomini (65,7%, pari a 63.219 su 96.270) quota sostanzialmente stabile nel periodo considerato. Nellโ€™87,1% dei casi si tratta di persone nate in Italia (83.836). Gli stranieri (12.434, 12,9%) provengono in prevalenza da Romania (18,6%), Filippine (7,3%), Marocco (6,1%), Albania (5,3%) e Germania (4,3%). La quota di donne fra i protestati stranieri รจ piรน consistente rispetto a quella rilevata fra i protestati italiani (41,8% contro 33,2%) ed รจ progressivamente in aumento (+3,4 punti percentuali fra il 2013 e il 2019).

Piรน della metร  dei soggetti protestati nel 2019 ha unโ€™etร  compresa fra 36 e 55 anni (55,3%). Nel tempo si รจ osservato un graduale spostamento in avanti dellโ€™etร : nel 2019 i protestati con oltre 46 anni aumentano di 7,5 punti percentuali rispetto al 2013.

Nel 2019 lโ€™etร  media del complesso dei protestati, anche distinti per sesso, รจ di 48 anni (49 anni al Centro e 47 anni al Sud e nel Nord-est), dai 46 anni nel 2013. I protestati italiani seguono lโ€™andamento generale mentre i nati allโ€™estero hanno unโ€™etร  media piรน bassa (44 anni) con differenze legate al genere (43 anni per gli uomini e 45 per le donne). Nel 2013, anche per gli stranieri lโ€™etร  media era piรน bassa e pari a 41 anni (40 per gli uomini e 41 per le donne).

FIGURA 5. PERSONE E IMPRESE PROTESTATE. Anni 2013-2019, composizione percentuale sul totale dei soggetti protestati identificati

I protestati recidivi in oltre la metร  dei casi

Nel 2019, il 61,5% delle persone iscritte nel Registro informatico dei protesti risulta protestato nel corso dellโ€™anno per piรน titoli di credito. Poco piรน della metร  di tutti i protestati lo รจ per un numero che varia fra 2 e 6 titoli; il 38,5% lo รจ per un solo titolo di credito (37.091 persone). Le quote percentuali non cambiano molto nel tempo, ma la multi-recidivitร  risulta piรน alta nei primi anni della serie storica. Rispetto al 2013, nel 2019 le persone protestate per un solo titolo di credito nellโ€™anno sono in aumento di 2 punti percentuali.

Quasi tutti i protestati nel 2019 (il 98,5%, 94.837 persone) risultano iscritti nel REPR per una sola tipologia di titolo di credito protestato (solo cambiale/tratta accettata o solo assegno). Fra questi, il 79,1% รจ protestato per sola cambiale (una o piรน) e il 20,9% per solo assegno (uno o piรน). Negli anni, la quota di persone protestate per entrambe le tipologie di titolo รจ andata gradualmente diminuendo: 3,7% nel 2013 contro 1,5% del 2019.

Al 98,2% delle persone iscritte nel Registro informatico dei protesti (94.562 in valore assoluto) risulta levato uno o piรน protesti da una sola Camera di Commercio, quota in leggero aumento negli anni: le persone protestate da piรน Camere di Commercio erano il 4,2% nel 2013 contro lโ€™1,8% nel 2019.

Anche le imprese protestate piรน volte nellโ€™anno

Le imprese protestate hanno andamento analogo a quello delle persone. La maggioranza (il 67,5% ovvero 12.838 imprese su 19.011 nel 2019) รจ iscritta nel REPR per piรน titoli di credito protestati nellโ€™anno. Tale quota si รจ tuttavia ridotta negli anni (nel 2019 -5,5 punti percentuali per 100 imprese protestate rispetto al 2013).

Come per le persone, quasi tutte le imprese presenti nel REPR nel 2019 (94,0%, 17.865 unitร ) hanno protesti per una sola tipologia di titolo di credito (rispetto al 2013 in aumento di 4,7 punti percentuali). Fra le imprese con uno o piรน protesti per una sola tipologia di effetto, la porzione maggioritaria riguarda le imprese protestate per sole cambiali (71,8%, 12.819). La quota di imprese protestate per soli assegni รจ invece minoritaria (28,2%, 5.046 unitร ), ma superiore a quella rilevata per le sole persone (20,9%).

Il 94,2% delle imprese iscritte al REPR nel 2019 (17.912) risulta protestata da una sola Camera di Commercio, quota rimasta sostanzialmente invariata nel tempo. Tra queste, il 65,5% รจ protestata per piรน di un titolo di credito (-5,9 punti percentuali rispetto al 2013).

FIGURA 6. PERSONE E IMPRESE PROTESTATE PER UNO O PIร™  TITOLI, PER UNA O PIร™ TIPI DI EFFETTO, DA UNA O PIร™ CAMERE DI COMMERCIO. Anno 2019, composizione percentuale

In forte calo ammontare dei protesti e importo medio di cambiali e di assegni

Il valore monetario dei titoli di credito protestati nel 2019 รจ pari a oltre 553 milioni di euro, poco piรน di un quinto di quello del 2013 (oltre due miliardi e mezzo di euro). Il 63,8% dellโ€™ammontare complessivo protestato riguarda le cambiali (quasi 353 milioni di euro) e il 36,2% gli assegni (oltre 200 milioni di euro). Il valore monetario รจ sceso di piรน del numero di protesti (-79,5% contro -65,4% rispetto al 2013).

Lโ€™importo medio per titolo di credito protestato รจ pari a 1.339 euro nel 2019 (-40,7% rispetto al 2013), ma assume valori molto diversi a seconda del tipo di effetto e dellโ€™area geografica di riferimento.

Le cambiali sono protestate per un importo medio pari a 1.010 euro (-40,1% rispetto al 2013), con valori che oscillano fra i 736 euro nelle Isole e i 1.200 euro al Sud. Gli assegni registrano un importo medio tre volte piรน grande (3.149 euro, -32,1% rispetto al 2013), che va dai 2.756 euro del Centro e i 7.053 euro del Nord-est. Gli importi medi scendono se associati alle persone fisiche. Questo vale per i protesti nel loro complesso (774 euro, -38,5% rispetto al 2013), ma anche distinti per tipo di effetto: 505 euro in caso di cambiali (-39,3%) e 2.377 euro in caso di assegni (-22,5%).

Per le imprese, al contrario, gli importi medi risultano sempre piรน alti: sono pari a 2.953 euro per i protesti nel loro complesso (-27,2% rispetto al 2013), 2.537 euro nel caso di cambiali (-22,9%) e raggiungono i 4.780 euro per gli assegni (-34,8% rispetto al 2013).

A livello territoriale, in caso di cambiali associate a persone fisiche gli importi medi piรน esigui sono rilevati nelle Isole (375 euro) e quelli piรน alti al Sud (615 euro); se le cambiali sono associate a imprese gli importi piรน contenuti si rilevano al Centro (2.369 euro) e quelli piรน elevati nel Nord-ovest (2.695 euro). Per gli assegni, invece, gli importi medi piรน bassi si registrano al Centro (2.084 euro per le persone fisiche e 4.227 euro per le persone giuridiche) e quelli piรน corposi nel Nord-est (4.337 euro per le persone e 9.881 euro per le imprese) (Figura 7)

Importi medi piรน bassi per donne e stranieri

Nel 2019 lโ€™importo medio per persona protestata รจ pari a 2.417 euro (-48,2% rispetto al 2013), con valori che, a livello di ripartizione geografica di residenzaXII[11] del protestato, variano fra i 2.795 euro al Sud e i 1.923 euro nel Nord-est (Figura 8) e, a livello regionale, fra i 3.620 euro in Basilicata, seguita dalla Campania (2.965 euro), e i 1.378 euro in Valle dโ€™Aosta, seguita dalla Liguria (1.453 euro). Le donne sono protestate per importi medi piรน bassi (1.988 euro) rispetto agli uomini (2.642 euro).

Nel caso di stranieri, i valori medi scendono ulteriormente (1.499 euro rispetto ai 2.554 per i protestati italiani) con distanze piรน marcate fra stranieri e italiani nella popolazione maschile (1.645 euro per gli uomini stranieri contro 2.771 euro per gli italiani) piuttosto che in quella femminile (1.296 euro per le straniere e 2.118 per le italiane).

FIGURA 7. IMPORTI MEDI DI CAMBIALI E ASSEGNI PER TIPOLOGIA DI SOGGETTO PROTESTATO E RIPARTIZIONE GEOGRAFICA DELLA CCIAA CHE HA LEVATO IL PROTESTO. Anno 2019, importo medio in euro

Importi medi piรน alti per le persone piรน anziane

Gli importi medi piรน alti sono associati a persone con unโ€™etร  superiore ai 65 anni di etร  (2.980 euro), quelli piรน bassi riguardano le persone fra i 26 e i 35 anni (2.167 euro). Gli uomini vengono protestati per importi medi piรน alti nel caso abbiano superato i 65 anni (3.488 euro) e piรน bassi se appartenenti a unโ€™etร  che varia fra i 26 e i 35 anni (2.248 euro). Diversa la situazione delle donne, che registrano gli importi medi piรน alti nella fascia di etร  18-25 anni (2.361 euro) e quelli piรน contenuti fra i 56 e 65 anni (1.852 euro).

Risultano piรน bassi gli importi medi per i soggetti iscritti nel REPR per una sola tipologia di effetto (2.274 euro; -45,3% rispetto al 2013) e in particolare se protestati per sole cambiali (1.627 euro contro 4.726 euro nel caso di persone protestate per soli assegni). Per gli individui protestati sia per cambiali e sia per assegni (1.433), lโ€™importo medio รจ 5 volte piรน grande (11.956 euro) e flette del 33,8% fra il 2013 e il 2019.

Per le persone protestate da piรน Camere di Commercio (1.708), lโ€™importo medio รจ molto piรน elevato, 12.163 euro nel 2019 (-28,7% rispetto al 2013), rispetto alle persone mandate in protesto da una sola Camera di Commercio. Per queste ultime lโ€™importo medio รจ di 1.406 euro se protestate per un solo titolo (-34.5% rispetto al 2013) e 2.782 euro per piรน titoli (-47,8%).

Imprese protestate: importo medio piรน alto al Sud e piรน basso nelle Isole

Lโ€™importo medio per impresa protestata nel 2019 รจ pari a 16.269 euro (-46,9% rispetto al 2013), con valori che a livello di ripartizione variano fra i 17.708 euro del Sud e i 15.044 euro delle Isole e tra i 21.144 euro della Campania e i 5.081 della Valle dโ€™Aosta, a livello di regione (Figura 8).

Se il soggetto giuridico iscritto nel REPR รจ protestato per una sola tipologia di titolo di credito lโ€™importo medio per impresa รจ pari a 14.063 euro (-36,7% rispetto al 2013), leggermente superiore se protestata per sole cambiali (14.377 euro contro 13.268 se protestata per solo assegno). Per i soggetti giuridici protestati per piรน tipologie di titolo di credito, nel 2019 lโ€™importo medio per impresa รจ quasi 4 volte superiore, 50.656 euro (-49,7% rispetto al 2013 quando era pari a 100.712 euro).

Nel 2019 lโ€™importo medio per impresa, calcolato sul numero di imprese protestate per le quali sia stato levato un solo protesto da una sola Camera di Commercio nel corso dellโ€™anno, รจ pari a 4.479 euro (-17,1% rispetto al 2013). Sale a 18.654 euro nel caso in cui il soggetto sia stato protestato piรน volte, ma sempre da una sola Camera di Commercio (-46,1% rispetto al 2013), mentre รจ pari a 57.018 euro, se sono piรน Camere di Commercio (-44,8% rispetto al 2013).

FIGURA 8. IMPORTO MEDIO PER PERSONA E PER IMPRESA, PER REGIONE E RIPARTIZIONE GEOGRAFICA DI RESIDENZA (a). Anno 2019, importo medio in euro

(a) Per residenza si intende il domicilio del soggetto protestato

Glossario

Assegno: strumento di pagamento sostitutivo del denaro contante perchรฉ: รจ pagabile “a vista”, puรฒ cioรจ essere pagato dalla banca del cliente che ha emesso l’assegno al momento della presentazione del titolo; รจ un titolo di credito, ossia il beneficiario puรฒ trasferirlo ad altre persone. La circolazione dell’assegno deve rispettare certe formalitร ; in particolare, deve avere la “girata” e cioรจ la firma apposta sul retro dell’assegno da parte del beneficiario e di eventuali altri giranti; se invece l’assegno รจ al portatore, la circolazione puรฒ avvenire mediante semplice consegna (รจ per questo che รจ sempre bene indicare il beneficiario). Lโ€™assegno devโ€™essere presentato per l’incasso entro un certo numero di giorni dalla data di emissione: otto giorni quando il comune di emissione รจ lo stesso di quello di pagamento (su piazza); quindici giorni se pagabile “fuori piazza” (in altro comune rispetto a quello di emissione). Trascorsi gli otto o i 15 giorni lโ€™emittente puรฒ ordinare alla banca di non effettuare piรน il pagamento e viene meno la possibilitร  di attivare una serie di misure a protezione del beneficiario previste dalla legge in caso di mancato pagamento dell’assegno; la piรน importante รจ il “protesto”, che consente di agire per via giudiziaria al fine di ottenere la somma dovuta (Banca dโ€™Italia).

Atto pubblico: documento redatto, con le richieste formalitร , da un notaio o da un altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove lโ€™atto รจ formato (Codice Civile, art. 2699).

Cambiale: titolo di credito formale e astratto che conferisce al legittimo possessore (beneficiario o creditore) il diritto di ottenere il pagamento di una determinata somma di denaro da parte del debitore (colui che ha emesso la cambiale oppure che ha ricevuto l’ordine di pagamento da parte dellโ€™emittente del titolo). รˆ un titolo esecutivo poichรฉ riconosce al creditore il potere di agire sul debitore nel caso in cui questo non assolva la sua obbligazione alla data di scadenza e nel luogo indicati nello stesso titolo (Regio Decreto 14 dicembre 1933,
n. 1669 o cosiddetta Legge Cambiaria).   

Cambiale tratta: titolo di credito attraverso il quale un soggetto (detto traente) impone ad un suo debitore (detto trattario) di pagare al legittimo portatore del titolo (beneficiario) la somma indicata nel titolo stesso. Il beneficiario puรฒ coincidere con il traente (cambiale tratta con struttura bilaterale) oppure puรฒ corrispondere ad un terzo soggetto (cambiale tratta con struttura trilaterale). Se il trattario appone la propria firma sulla cambiale, accetta la tratta e diviene debitore principale.

Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA): ente pubblico dotato di autonomia funzionale che svolge, nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza, sulla base del principio di sussidiarietร  di cui all’articolo 118 della Costituzione, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell’ambito delle economie locali (Decreto Legislativo 15 febbraio 2010, n. 23, modifiche alla legge 29 dicembre 1993, n. 580).

CCIAA: acronimo di Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.

InfoCamere: societร  di Informatica delle Camere di Commercio Italiane per la gestione del patrimonio informativo del Sistema Camerale (Infocamere).

Precetto: atto con il quale il creditore intima al debitore di adempiere in suo favore lโ€™obbligazione (rimasta inosservata) contenuta nel titolo esecutivo. Con lโ€™atto di precetto viene dato avviso al debitore che, nel caso in cui non adempia alla sua obbligazione, il creditore procederร  ad esecuzione forzata nei suoi confronti senza ulteriori avvertimenti (art. 480 del Codice di Procedura Civile).

Protesto: atto pubblico redatto da un notaio o da un ufficiale giudiziario con il quale viene constatato il rifiuto dellโ€™accettazione della cambiale-tratta da parte del trattario o il mancato pagamento della cambiale o dellโ€™assegno.

Pubblico ufficiale: agli effetti della legge penale รจ colui che esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa (Codice Penale, art. 357, sostituito dallโ€™articolo 17 della Legge 86/1990).

Registro informatico dei protesti (REPR): registro esclusivamente informatico istituito con Legge 15/11/1995, n.480 e aggiornato mensilmente dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, CCIAA. Nel registro sono iscritti i protesti, levati a persona fisica o giuridica dai pubblici ufficiali nellโ€™ambito del territorio di competenza delle Camere di commercio, per mancata accettazione di cambiali tratte e per mancato pagamento di cambiali, vaglia cambiari e assegni (bancari e postali). La consultazione del Registro da parte del pubblico puรฒ avvenire sia presso le Camere di commercio sia on-line (attraverso il servizio Registro Imprese/Telemaco su web). Il Registro informatico dei protesti ha lo scopo di โ€œaccrescere il livello di certezza e trasparenza dei rapporti commerciali โ€ฆ in modo da assicurare completezza, organicitร  e tempestivitร  dellโ€™informazione su tutto il territorio nazionaleโ€ (art. 3 bis, Legge 480/1995).

REPR: acronimo di Registro Informatico dei Protesti

Titolo di credito: documento scritto e sottoscritto che attribuisce, a chi ne รจ il possessore legittimato (creditore), il diritto alla prestazione in esso contenuta, su presentazione dello stesso titolo, in forza della promessa di pagamento ivi contenuta.

Traente: soggetto che compila e sottoscrive un titolo di credito quale cambiale-tratta o assegno bancario. Il traente impartisce al trattario lโ€™ordine di pagare al portatore del titolo la somma di denaro indicata nel titolo stesso. Secondo la normativa, il trattario รจ responsabile dellโ€™accettazione e del pagamento del titolo di credito.

Trattario: soggetto che, nella cambiale-tratta o nellโ€™assegno bancario, รจ deputato al pagamento.

Unioncamere: lโ€™Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura รจ l’ente pubblico che unisce e rappresenta istituzionalmente il sistema camerale italiano. Fondata nel 1901, realizza e gestisce servizi e attivitร  di interesse delle Camere di commercio e delle categorie economiche, coordinando le iniziative del Sistema attraverso direttive e indirizzi agli organismi che ne fanno parte (Unioncamere).

 

Nota metodologica

Introduzione

La rilevazione statistica sui protesti ha come obiettivo primario di misurare il disagio economico-finanziario, attraverso i titoli di credito protestati annualmente in Italia, e di rilevare le principali caratteristiche dei soggetti coinvolti nella sofferenza creditizia.

Lโ€™indagine, inserita nel Piano Statistico Nazionale con codice IST โ€“ 02267, risponde sia ad un interesse ed obbligo giuridico, in materia, sia a una variegata domanda informativa di settore degli stakeholder e dellโ€™opinione pubblica.

Le statistiche sui protesti, inizialmente raccolte dal Ministero di Grazia e Giustizia tramite un prospetto riassuntivo di natura essenzialmente amministrativa, sono state trasferite allโ€™Istat dal 24 marzo 1938 con Regio Decreto n.402.

Quadro normativo e legislazione vigente

Il protesto รจ un atto pubblico mediante il quale un pubblico ufficiale autorizzato, detto anche ufficiale levatore (notaio, ufficiale giudiziario, segretario comunale, Stanza di compensazione della Banca dโ€™Italia presente a Milano e a Roma), constata e attesta la mancata accettazione di una cambiale (โ€œcambiale trattaโ€) oppure il mancato pagamento di una cambiale (โ€œtratta accettataโ€ o โ€œpagherรฒโ€)[xii]xiii o di un assegno bancario o postale.

Nellโ€™ambito dellโ€™ordinamento italiano, il protesto รจ disciplinato, per la cambiale, principalmente dal Regio Decreto n. 1669 del 14 dicembre 1933 (Legge cambiaria) e, per lโ€™assegno dal Regio Decreto n. 1736 del 21 dicembre 1933 (Legge assegni). Essi garantiscono, al portatore del titolo, lโ€™esercizio dellโ€™azione diretta contro gli โ€œobbligati principaliโ€ (soggetti verso cui il portatore del titolo puรฒ rivolgersi per ottenere il pagamento) e lโ€™esercizio dellโ€™azione di regresso nei confronti degli โ€œobbligati di regressoโ€ (soggetti contro cui il portatore della cambiale puรฒ chiedere il pagamento solo in seconda battuta, se non riesce ad ottenerlo dagli obbligati principali)[xiii] xiv.

Piรน recentemente, allo scopo di identificare in maniera univoca la persona protestata e ridurre i casi di omonimia, la Legge n.273/2002 ha introdotto lโ€™obbligo di indicare, sulla cambiale e vaglia cambiario, il luogo e la data di nascita o il codice fiscale del debitore, dati che sono cosรฌ diventati requisiti essenziali di validitร  di questi titoli.

Il titolo di credito utilizzato come strumento cambiario, per rinviare il pagamento di una certa somma di denaro, prevede che lo stesso venga effettuato in una certa data specifica a favore di un creditore, entro termini differenti a seconda del titolo utilizzato. Nel dettaglio, per le cambiali a vista il pagamento va eseguito entro un anno dalla data di emissione, per le cambiali a data certa entro due giorni successivi alla scadenza, per gli assegni entro la scadenza utile del termine di presentazione degli stessi.

Qualora tale somma non venga corrisposta, il titolo viene consegnato dal soggetto creditore all’ufficiale levatore, al fine di constatare il mancato pagamento (o la mancata accettazione di pagamento) della cambiale o il rifiuto di pagamento di un assegno. A tal fine, il pubblico ufficiale si reca preso il domicilio del debitore che puรฒ ancora evitare di essere protestato, onorando il pagamento del debito per suo tramite. Se invece anche in questโ€™occasione il debitore non adempie, oppure in assenza dellโ€™interessato, l’ufficiale levatore procede alla redazione del protesto ovvero alla โ€œlevata del protestoโ€, rendendo, in questo modo, esecutivo il titolo.

Per svolgere dette operazioni, il notaio e l'ufficiale giudiziario, sotto la propria responsabilitร , possono avvalersi di ausiliari, cosiddetti โ€œpresentatoriโ€ che, se in possesso di determinati requisiti, vengono nominati su loro indicazione dal presidente della Corte di Appello o dal presidente del Tribunale competente appositamente delegato. Allo stesso modo, il segretario comunale puรฒ servirsi del โ€œmesso comunaleโ€ (Legge 12 giugno 1973, n. 349). 

Dalla levata del protesto ne consegue, per la persona fisica o giuridica protestata, la possibilitร  di subire lโ€™atto di precetto, ovvero un’intimazione volta a far adempiere lโ€™obbligo risultante dal titolo esecutivo, e successivamente – in caso di reiterato non pagamento – il pignoramento.

Si tratta di una eventualitร  poichรฉ, dallโ€™ufficiale levatore il titolo protestato torna al creditore che decide se pretendere il credito o se rinunciarvi. Nel contempo, per il debitore la somma di denaro dovuta รจ maggiorata degli interessi maturati, delle spese per il precetto e per lโ€™eventuale processo esecutivo.

Nel momento in cui il pubblico ufficiale autorizzato leva il protesto, compila un documento (cartaceo o informatizzato) che riporta lโ€™elenco mensile dei protesti levati.

I contenuti dellโ€™atto di protesto sono indicati dallโ€™art. 71 del Regio Decreto n.1669/1933 (Legge cambiaria),
art. 63 del Regio Decreto n. 1736/1933 (Legge assegni), dallโ€™art. 4, comma 2, della Legge n. 349/1973 e devono essere riportati contestualmente senza possibilitร  di aggiunte o rettifiche successive. Il verbale di protesto deve contenere: la data e il luogo di levata del protesto, il nome del soggetto ad istanza del quale รจ levato il protesto (creditore); lโ€™oggetto della richiesta (di accettazione o pagamento del titolo), la corretta identificazione del soggetto debitore, le ricerche eseguite da parte del pubblico ufficiale per accertare l’esatto luogo del pagamento (secondo quanto indicato dallโ€™articolo 44 della Legge cambiaria), le risposte avute ovvero i motivi di rifiuto del pagamento[xiv]xv o i motivi per i quali non si รจ avuta una risposta (irreperibilitร , morte, ecc.).

Inoltre affinchรฉ il protesto sia efficace deve essere sottoscritto dal pubblico ufficiale autorizzato a redigere il protesto.

Secondo quanto stabilito dallโ€™art. 71 della Legge cambiaria, quando ad una stessa persona, in uno stesso luogo, vengono attribuiti piรน cambiali o assegni da pagare, il soggetto creditore puรฒ levare protesto con unico atto separato. In questo caso, ciascuna tratta, cambiale o assegno viene considerata una voce separata del protesto.

Allo scopo di tutelare chiunque abbia rapporti economici con il protestato, il protesto รจ oggetto di pubblicitร [xv]xvi. Attualmente essa si realizza con la pubblicazione mensile[xvi]xvii dei protesti da parte delle Camere di Commercio mediante il Registro Informatico dei Protesti โ€“ REPR, istituito con Legge 15/11/1995, n. 480 (attuato con D.M. n.316 del 2000 e operativo dal 16 giugno 2001)[xvii]xviii.

In particolare, la pubblicitร  รจ disciplinata dalla legge 18 agosto 2000, n. 235 (entrata in vigore il 27 dicembre dello stesso anno) che allโ€™articolo 1, comma 1, prevede che entro i primi dieci giorni del mese vengano iscritti nel Registro Informatico dei Protesti gli elenchi di quelli levati nel mese precedente dai pubblici ufficiali e da loro stessi trasmessi alle Camere di Commercio.

Il Registro – definito normativamente dal Regolamento di cui al Decreto Ministeriale del 9 agosto 2000, n.316 – รจ esclusivamente informatico a partire da maggio 2001 ed รจ accessibile al pubblico per la consultazione sia presso la Camera di Commercio sia on line attraverso il servizio Registro Imprese/Telemaco su web.

La consultazione consente di ottenere informazioni su eventuali protesti levati in qualunque provincia italiana sia a persone fisiche sia giuridiche.

Nel REPR sono riportate informazioni relative allโ€™atto di protesto, al titolo protestato e al debitore, mentre non sono presenti dati riguardanti il creditore.

In particolare, con riferimento allโ€™atto di protesto viene indicato: il numero di repertorio ovvero il numero progressivo dellโ€™elenco, la data e il luogo di levata del protesto.

Relativamente al titolo di credito protestato viene riportata la natura del titolo (quindi il tipo di effetto: cambiale, tratta, vaglia cambiario, assegno), la sua data di scadenza (per le cambiali e per i vaglia cambiari), il codice della valuta, l’importo ovvero la somma dovuta, i motivi del mancato pagamento o per i quali non si รจ avuta una risposta (espressi con un codice).

In relazione al soggetto debitore, vengono rilevate informazioni differenti a seconda che si tratti di persona fisica o giuridica. Nel caso di persona fisica, sono registrati il nome, il cognome, il domicilio, il suo codice fiscale oppure la data e il luogo di nascita; nel caso di persona giuridica, la denominazione, il codice fiscale o partita iva e la sede sociale.

I protesti e le notizie relative ai singoli effetti vengono conservati dalla Camera di Commercio competente per il territorio per 5 anni dalla data della loro iscrizione (art.3-bis DL 381/1995, cosรฌ come modificato dallโ€™art.4 L.235/2000). Decorso il termine temporale di conservazione previsto dalla legislazione, essi vengono cancellati di diritto.

Nel caso di un protesto con effetti con date diverse, verranno annullati gli effetti via via che scadono i 5 anni dalla levata di ciascun effetto, fino alla cancellazione dell’intero protesto al momento della cancellazione dell’ultimo effetto.

Durante i 5 anni, il soggetto protestato puรฒ chiedere la cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti per diverse ragioni: per avvenuto pagamento della cambiale protestata entro un anno dalla data di levata del protesto (tale criterio non si applica agli assegni); per illegittimitร  o erroneitร  della levata; per riabilitazione, previo decreto di riabilitazione del Tribunale, relativamente ad un protesto che riguarda un assegno o una cambiale pagata dopo un anno, purchรฉ non ne abbia subiti altri trascorso un anno dal suddetto protesto (art. 4 della L.77/1955, come modificato dallโ€™art.2 della Legge 235/2000 e art. 17 della Legge 108/1996, Disposizioni in materia di usura).

Dal momento della cancellazione, i protesti saranno considerati a tutti gli effetti come mai avvenuti (diritto allโ€™oblio).

La raccolta delle informazioni

La rilevazione sui protesti, di titolaritร  dellโ€™Istat, attualmente acquisisce, mediante estrazione informatica, le informazioni dal Registro Informatico dei Protesti (REPR) alimentato da tutte le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) italiane, attive nel territorio nazionale.

Attualmente le CCIAA sono pari a 82, in seguito al processo di accorpamento delle Camere di Commercio al di sotto di una certa soglia dimensionale, previsto dal processo di riforma del sistema camerale avvenuto con Decreto legislativo 219/2016 e decreto MISE del 16.02.2018 e, successivamente, perfezionato con lโ€™insediamento del nuovo Consiglio camerale.

La fornitura dei dati allโ€™Istat viene effettuata mensilmente dalla societร  Infocamere (Societร  consortile di informatica delle Camere di Commercio Italiane) sulla base degli accordi contenuti nella convenzione stipulata fra Istat, Unioncamere e Infocamere, che viene rinnovata e aggiornata ogni tre anni.

La trasmissione mensile, in particolare, riguarda un file di dati elementari (microdati) e uno di dati aggregati (macrodati). I primi vengono trasmessi in formato csv; gli altri in formato txt.

Lโ€™estrazione consiste in una โ€œfotografiaโ€ a tre mesi precedenti rispetto alla data di estrazione.

Entrambi i file vengono acquisiti dallโ€™Istat mediante il โ€œSistema di acquisizione di archivi amministrativi e dati di indagine – Arcamโ€, sviluppato appositamente dallโ€™Istituto per lโ€™acquisizione di archivi di titolaritร  di enti pubblici e privati attraverso modalitร  informatiche che garantiscono la trasmissione sicura dei dati in fase di acquisizione.

Dal 2017, i dati pubblicati su assegni, cambiali e tratte accettate sono il prodotto delle elaborazioni effettuate sui file di microdati, mentre i dati sulle cambiali-tratta non accettate proseguono ad essere prodotti a partire dal file dei macrodati (essendo disponibili soltanto come dato aggregato).

Gli organi della raccolta dei dati sono:

Pubblici Ufficiali abilitati che hanno il compito di:

  • redigere l’atto di protesto, dando luogo alla โ€œlevata del protesto;
  • predisporre lโ€™elenco dei protesti verbalizzati;
  • trasmettere tale elenco alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) competente per territorio, oltre che al Presidente del Tribunale nella cui circoscrizione i soggetti che li hanno redatti esercitano le loro funzioni.

Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA), che hanno il compito di:

  • Acquisire, protocollare e pubblicare (attivitร  di pubblicitร ) mensilmente nel Registro Informatico dei Protesti (REPR) gli elenchi dei protesti levati dai pubblici ufficiali abilitati, secondo le norme previste dal Regolamento attuativo di cui al Decreto Ministeriale del 9 agosto 2000, n.316.
  • Ricevere le domande di cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti e provvedere allโ€™esecuzione del provvedimento conseguente.
  • Per fini esclusivamente statistici, inserire nel Registro Informatico dei Protesti anche gli elenchi dei protesti delle tratte non accettate, non soggetti a pubblicazione.

Infocamere, che ha il compito di:

  • estrarre dal Registro Informatico dei Protesti (REPR) i dati indicati nella convenzione Istat e UnionCamere/InfoCamere;
  • predisporre un file mensile di dati elementari – microdati
  • predisporre un file mensile di dati aggregati – macrodati;
  • trasmettere mensilmente i due file allโ€™Istat;
  • segnalare eventuali correzioni sui dati precedentemente trasmessi.

Istituto Nazionale di Statistica (Istat), che ha il compito di:

  • acquisire mensilmente, in modo sicuroxix[xviii] e con tecnologie standard di Istituto, i dati previsti dalla convenzione Istat e UnionCamere/InfoCamere, mediante il portale di acquisizione degli archivi amministrativi โ€œARCAMโ€
  • provvedere alle previste elaborazioni per il calcolo degli indicatori e la diffusione dei dati elaborati, previa verifica della qualitร  e completezza dei dati ricevuti.

I contenuti

Per soddisfare obiettivi incrementali di completezza, qualitร  ed efficienza della costruzione di informazione statistica sui protesti, lโ€™indagine di titolaritร  dellโ€™Istat attualmente prende in esame non solo le informazioni sui singoli protesti, ma anche quelle relative alle caratteristiche dei soggetti protestati (persone e imprese).

I dati presentati nella Statistica Report riguardano la serie storica relativa agli anni 2013-2019, mentre i dati dal 1884 al 2012 vengono utilizzati per lโ€™inquadramento del fenomeno.

La scelta del periodo รจ determinata dal fatto che dal 2013 sono stati resi disponibili da Unioncamere, tramite Infocamere, i microdati estratti dal Registro Informatico dei Protesti (REPR) inerenti le โ€œcambiali e tratte accettateโ€ e gli โ€œassegniโ€. Questi dati garantiscono non solo una maggiore affidabilitร  e una piรน ampia offerta informativa sui titoli di credito protestati, ma consentono di delineare per la prima volta anche le principali caratteristiche dei soggetti protestati da un punto di vista anagrafico e di comportamento (ad esempio i soggetti protestati lo possono essere per uno o piรน titoli di credito, per una sola tipologia di titolo di credito, solo cambiale o solo assegno, o per entrambe).

Per gli anni precedenti sono disponibili esclusivamente i dati aggregati per ogni singola Camera di Commercio, competente per territorio, dove pervengono i titoli protestati. Per le โ€œtratte non accettateโ€ si dispone solo di dati aggregati, che non sono oggetto di analisi in questo documentoxx[xix].

Il file dei microdati contiene le seguenti informazioni:

  • Progressivo degli effetti protestati;
  • Data di levata del protesto;
  • Codice della Provincia della Camera di Commercio che iscrive lโ€™effetto nel Registro;
  • Codice del Comune che leva il protesto;
  • Tipologia di titolo protestato (Assegni, cambiali, tratte accettate);
  • Nominativo della persona fisica o giuridica protestata;
  • Codice fiscale della persona fisica o giuridica protestata;
  • Sesso della persona fisica protestata;
  • Codice dello Stato di residenza del soggetto protestato (intendendo per โ€œresidenzaโ€ il domicilio);
  • Codice Comune di residenza del soggetto protestato (intendendo per โ€œresidenzaโ€ il domicilio);
  • Data di nascita della persona fisica protestata;
  • Codice dello Stato di nascita della persona fisica protestata;
  • Importo del titolo protestato.

Il file dei macrodati contiene le seguenti informazioni:

  • Anno di rilevazione;
  • Mese di rilevazione;
  • Codice Istat della provincia della Camera di Commercio che iscrive lโ€™effetto nel Registro Informatico dei Protesti;
  • Codice Istat della Provincia che leva il protesto;
  • Tipo di effetto (Cambiali e tratte accettate; tratte non accettate; assegni);
  • Taglio dei titoli di credito (con importo espresso in euro);
  • Numero totale dei protesti;
  • Ammontare totale dei protesti;
  • Numero dei protesti levati nel capoluogo;
  • Ammontare dei protesti levati nel capoluogo.

Lโ€™elaborazione dei dati

Le elaborazioni sono eseguite mediante procedure di gestione, controllo e analisi dei dati (Sas) e, per la Statistica Report, si concentrano sui titoli di credito protestati, quali assegni, cambiali e tratte accettate. Non sono invece contemplati i protesti per mancata accettazione di tratta.

I dati pubblicati riguardano in particolare il numero e il relativo ammontare dei protesti disaggregati per tipo di effetto (assegni, cambiali e tratte accettate). Inoltre, per la prima volta sono resi noti anche i dati sui soggetti protestati, distinti per tipologia: persone fisiche e persone giuridiche (imprese, condomini e cosรฌ via).

Si amplia, in questo modo, lโ€™offerta informativa che ora consente di osservare, per i soggetti protestati, le caratteristiche anagrafiche, quali etร , sesso, stato di nascita (ovviamente solo in caso di persona fisica), provincia di residenza (intendendo con questa il domicilio), e le caratteristiche legate al comportamento di entrambi i soggetti protestati, quali numero di soggetti iscritti nel REPR per numero di titoli di credito protestati (recidivitร ), per tipologia di titolo protestato (solo cambiale o solo assegno o entrambi), per numero di Camere di Commercio che hanno levato il protesto (una o piรน).

Le unitร  di analisi, dunque, sono essenzialmente due: i protesti, da una parte, distinti per tipo di effetto (cambiale-tratta accetta e assegni) e i protestati, dallโ€™altra, distinti per tipologia (persone e imprese).

Durante la fase di elaborazione, i 12 file mensili forniti da Infocamere sono stati aggregati in un unico file contenente i dati annuali.

Allโ€™interno della nuova matrice di dati, ad ogni record corrisponde un titolo di credito protestato, mentre alle colonne corrispondono le variabili quantitative e qualitative che lo descrivono.

A partire dal file dei protesti, sono stati successivamente ottenuti due dataset separati per i soggetti protestati (uno riguardante le persone fisiche e lโ€™altro quelle giuridiche).

La distinzione fra i due tipi di soggetto รจ ottenuta sulla base delle informazioni presenti nel campo โ€œCodice fiscaleโ€. Si รจ ritenuto di potere identificare come persona fisica tutti i soggetti per i quali รจ indicato il codice fiscale personale (composto di 16 caratteri alfanumerici) e come persona giuridica tutti coloro per i quali, in corrispondenza dello stesso campo, รจ indicata una partita iva (composta di 11 caratteri numerici). Si รจ optato per inserire fra le persone giuridiche anche le imprese individuali individuate incrociando le due variabili โ€œcodice fiscaleโ€ e โ€œnominativoโ€ ovvero tutte le volte che al soggetto protestato risulta associato un codice fiscale personale ma nel campo nominativo รจ indicato chiaramente il nome di unโ€™attivitร  commerciale (ad esempio, Arredi XXX, Bar XXX, Ristorante XXX). Per ogni anno, cโ€™รจ tuttavia una quota di titoli di credito per i quali non รจ stato possibile identificare il soggetto protestato ad essi associato, quota che varia fra il 6,0% del 2013 e lโ€™1,9% del 2019.

Il computo dei protesti รจ annuale e si riferisce alla serie storica 2013-2019. Lโ€™anno iniziale della serie storica corrisponde al primo anno dal quale sono disponibili i microdati.

Per lโ€™analisi del fenomeno dei protesti, si รจ usufruito anche dei dati forniti da:

– Agenzia delle Entrate riguardo al numero di cambiali emesse, calcolato sulla base delle marche da bollo emesse.

– Banca dโ€™Italia con riferimento al numero e allโ€™ammontare di assegni addebitati in conto diversi da approvvigionamento contante (nel testo della Statistica sono indicati come โ€œassegni emessiโ€).

Tali dati sono stati utilizzati per calcolare, rispettivamente, i tassi di cambiali e di assegni protestati (rispettivamente ogni 1.000 emessi), e due generici tassi dโ€™uso di tali titoli di credito da parte della popolazione ottenuti rispettivamente come rapporto percentuale fra il numero di cambiali e di assegni emessi ogni 1.000 abitanti residenti. Per il calcolo dei due tassi di uso รจ stata considerata la popolazione media, ottenuta come media della popolazione al 1ยฐ gennaio di un dato anno e la popolazione al 1ยฐ gennaio dellโ€™anno successivo. In particolare per gli anni 2013-2018 รจ stata adoperata la popolazione ricostruita, mentre per gli anni 2019-2020 la popolazione ottenuta dal censimento.

A livello territoriale, lโ€™Istat pubblica i dati disaggregati per ripartizione geografica, regione e in alcuni casi per provincia.

Le ripartizioni geografiche sono cosรฌ individuate:

  • Nord-ovest: Piemonte, Valle dโ€™Aosta/Vallรฉe dโ€™Aoste, Liguria, Lombardia;
  • Nord-est: Trentino-Alto Adige/Sรผdtirol, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna;
  • Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio;
  • Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria;
  • Isole: Sicilia, Sardegna

Output principali

La rilevazione fornisce annualmente una lettura dellโ€™informazione sui protesti: il numero, per tipo di effetto (assegni, cambiali, tratte accettate e non accettate) e il loro ammontare ovvero il loro valore monetario espresso in euro. I dati sono presentati in termini di valori assoluti e percentuali. In taluni casi come valori medi (importi medi). Il confronto fra anni รจ fatto attraverso lโ€™utilizzo delle variazioni percentuali.

A partire dalla pubblicazione di questa Statistica Report, vengono fornite anche informazioni (anagrafiche e di carattere comportamentale) sui soggetti protestati, distinti in persone fisiche (persone) e giuridiche (imprese).

Revisioni

I dati relativi alla โ€œRilevazione sui protestiโ€ non sono soggetti a revisioni periodiche.

Copertura e dettaglio territoriale

I dati della Statistica Report su โ€œI protesti in Italiaโ€ sono disponibili per lโ€™intero territorio nazionale, per macroripartizioni geografiche (Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud e Isole) della CCIAA che ha levato il protesto e per i soggetti protestati anche per macroripartizioni geografiche, regione e provincia di residenza degli stessi, intendendo per residenza il domicilio.

Sullโ€™Annuario Statistico Italiano i dati sul numero e lโ€™ammontare dei protesti, per tipo di effetto, sono disponibili per Regione della Camera di Commercio che leva il protesto.

Sul data warehouse I.Stat (dati.Istat.it) sono disponibili i dati dei protesti (numero e ammontare) per tipo di effetto e per Camera di Commercio che leva il protesto.

Tempestivitร 

I dati sui protesti sono diffusi a circa un anno di distanza da quello di riferimento dei dati.

La diffusione dei dati

I dati sui protesti vengono diffusi principalmente con periodicitร  annuale sul datawarehouse dellโ€™Istat I.STAT (Tema: Giustizia e sicurezza, Protesti e fallimenti) e sullโ€™Annuario Statistico Italiano (capitolo 6 โ€œGiustizia, criminalitร  e sicurezzaโ€)

La diffusione dellโ€™informazione statistica sui protesti รจ operata tramite i principali prodotti editoriali dellโ€™Istat:

  • Banche dati e sistemi tematici

I.STAT: il datawarehouse dellโ€™Istat: http://dati.Istat.it/

Serie storiche: http://seriestoriche.Istat.it/

  • Statistiche flash/focus/report
  • Tavole on line

Tavole di dati โ€œCambiali, assegni e tratteโ€: https://www.Istat.it/it/archivio/94944

Tavole di dati โ€œProtestiโ€: https://www.Istat.it/it/archivio/64758

  • Volumi

Annuario Statistico Italiano: https://www.Istat.it/it/archivio/251048


[1]i Istat, Serie storiche: http://seriestoriche.Istat.it/

[2]ii La marca da bollo sulle cambiali si applica per rendere esecutivo un titolo di credito emesso dai privati. In caso di mancato pagamento, il soggetto creditore potrร  rivolgersi allโ€™autoritร  giudiziaria per richiederne lโ€™esecuzione soltanto in caso di apposizione della marca da bollo.

[3]III Si tratta di un tasso generico di utilizzo ottenuto mediante il rapporto percentuale tra il numero di cambiali emesse e la numerositร  della popolazione media residente, considerata nello stesso periodo di riferimento.

[4]iv Per โ€œassegni emessiโ€ si intendono esclusivamente gli โ€œassegni addebitati in conto per operazioni diverse da approvvigionamento contanteโ€.

[5]v Si tratta di un tasso generico di utilizzo ottenuto mediante il rapporto percentuale tra il numero di assegni emessi e la numerositร  della popolazione media residente, considerata nello stesso periodo di riferimento.

[6] vi Il Registro Informatico dei Protesti โ€“ REPR รจ stato istituito con D.L. 316/ 2000 allo scopo di tutelare chi abbia rapporti economici e finanziari con eventuali soggetti in esso iscritti come protestati.

[7] vii La Centrale di allarme interbancaria โ€“ CAI รจ stata istituita presso la Banca dโ€™Italia per dare attuazione alle innovazioni introdotte dal Decreto Legge n. 507/99, in tema di disciplina sanzionatoria su assegni bancari e postali emessi senza autorizzazione o senza provvista.  

[8]viii Lโ€™iscrizione al CAI comporta l’interdizione ad emettere assegni per un periodo di 6 mesi, nonchรฉ sanzioni pecuniarie e pesanti limitazioni sulla concessione del credito.

[9] ix Il numero di imprese protestate ad un certo anno รจ stato confrontato con il numero di imprese attive nellโ€™anno precedente, ottenute dal โ€œRegistro Statistico delle Imprese Attive (ASIA)โ€ dellโ€™Istat. Tale scelta รจ motivata dal fatto che alcune imprese potrebbero risultare non piรน attive giร  nel corso dellโ€™anno in cui vengono iscritte al REPR.

x I tassi delle persone nel loro complesso (degli uomini e delle donne) protestate, disaggregati per ripartizione geografica e regione, sono stati calcolati sul numero di persone (uomini e donne) per il quale รจ stato possibile individuare la residenza (intendendo per questa il domicilio). La quota delle persone nel loro complesso per le quali non รจ stato possibile individuare la residenza รจ pari, nel 2019, al 6,5% (al 6,6% per gli uomini e al 6,2% per le donne). Nel 2013, tale quota era pari allo 0,2% per la popolazione maschile e femminile e, di conseguenza, per il complesso della popolazione.

[10]xi I tassi delle imprese protestate, disaggregati per ripartizione geografica e per regione, sono stati calcolati sul numero di imprese per il quale รจ stato possibile individuare la residenza. La quota di imprese per le quali non รจ stato possibile individuare la residenza (intendendo per questa il domicilio) รจ pari, nel 2019, al 7,0%. Tale quota era pari allo 0,2% nel 2013.

[11]xii Per residenza si intende il domicilio del soggetto protestato.

[xii] xiii Esistono due forme di cambiali: la โ€œcambiale-trattaโ€, detta anche โ€œcambialeโ€ in senso stretto, e โ€œpagherรฒโ€, detto anche โ€œvaglia cambiarioโ€. La cambiale-tratta รจ un titolo di credito attraverso il quale un soggetto (detto traente) impone ad un suo debitore (detto trattario) di pagare al legittimo portatore del titolo (beneficiario) la somma indicata nel titolo stesso. Il beneficiario puรฒ coincidere con il traente (cambiale tratta con struttura bilaterale) oppure puรฒ corrispondere a un terzo soggetto (cambiale tratta con struttura trilaterale). Se il trattario appone la propria firma sulla cambiale, accetta la tratta e diviene debitore principale. Il pagherรฒ รจ un titolo di credito che contiene la promessa incondizionata di pagamento attraverso la quale il soggetto che ha emesso il titolo si impegna a pagare al beneficiario la somma indicata nel titolo stesso.

[xiii] xiv Tra gli obbligati di regresso vi sono: il traente se, nella tratta, il trattario non accetta oppure nel caso in cui, avendo accettato, non paga; i giranti ovvero coloro che, tramite girata, trasmettono il titolo a un altro soggetto; gli avallanti ovvero coloro che garantiscono lโ€™adempimento del credito da parte del traente e dei giranti.

[xiv] xv Gli elenchi delle causali โ€œrifiuto pagamento assegni bancariโ€ e โ€œmotivi rifiuto pagamento vaglia cambiari e tratte accettateโ€ (e relativi codici) sono indicati nella Circolare del Ministero dellโ€™Industria del Commercio e dellโ€™Artigianato n. 3512/C del 30.4.2001.

[xv] xvi La pubblicitร  dei protesti, in pratica, ha anche un importante effetto sanzionatorio, dato che rende di fatto impossibile per il protestato l’accesso al credito.

[xvi]xvii La pubblicitร  รจ divenuta mensile da gennaio 2001 ai sensi del Decreto del Ministero dell’Industria Commercio ed Artigianato del 3/8/2000.

[xvii] xviii Prima dellโ€™istituzione del Registro Informatico dei Protesti, la pubblicitร  dei protesti era regolata dalla legge n. 77 del 12 febbraio 1955 e consisteva nell’iscrizione dei protestati in un elenco apposito, tenuto presso il Tribunale. Una copia di tale elenco era periodicamente trasmessa alla Camera di Commercio che pubblicava i dati sui soggetti protestati in un apposito bollettino, detto โ€œBollettino dei protestiโ€.

[xviii]xix Conformemente alle disposizioni vigenti su trattamento, protezione e sicurezza dei dati personali.

[xix]xx I dati sulle tratte non accettate possono essere consultati nellโ€™Annuario Statistico Italiano, capitolo 6 โ€œGiustizia, criminalitร  e sicurezzaโ€, tavola 6,6 (https://www.Istat.it/it/archivio/251048) oppure nella Banca Dati I,Stat (http://dati.Istat.it/).

Per chiarimenti tecnici e metodologici

  
Maria Giuseppina Muratore muratore@istat.it  Pamela Pintus pintus@istat.it    
Tags: istatprotesti
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