Il regime forfettario a 100mila euro entra nella manovra 2027, ma a metà: il disegno di legge di Bilancio alza da 85mila a 100mila euro il tetto di ricavi e compensi per la flat tax solo ai fini delle imposte sui redditi e delle addizionali. Per l’IVA il limite resta a 85mila euro: chi si colloca nella fascia intermedia pagherà l’imposta sostitutiva ma dovrà gestire l’IVA come un contribuente ordinario. La misura è all’articolo 9 del testo approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e ora all’esame del Parlamento, quindi può ancora cambiare.
In sintesi
- Il limite di accesso al forfettario sale a 100.000 euro, ma solo per imposte sui redditi e addizionali regionali e comunali.
- Ai fini IVA la soglia resta 85.000 euro: tra 85.000 e 100.000 euro si applicano le regole IVA ordinarie.
- Uscita in corso d’anno: oltre 115.000 euro per le imposte sui redditi, oltre 100.000 euro per l’IVA.
- Solo per il 2027 il limite di reddito da lavoro dipendente o pensione per accedere al regime passa da 30.000 a 35.000 euro.
- Il testo è ancora un disegno di legge: l’approvazione definitiva è attesa entro fine anno.
Cosa prevede la manovra sul regime forfettario a 100mila euro
Il testo bollinato del disegno di legge di Bilancio 2027 (versione del 30 ottobre 2026), all’articolo 9 intitolato “Modifiche alle aliquote IRPEF e alle soglie del regime forfettario”, interviene sul nuovo testo unico delle imposte sui redditi (d.lgs. 117/2026), dove oggi è collocata la disciplina del forfettario.
Il comma 2 aggiunge all’articolo 232 un nuovo comma 1-bis: ai fini delle imposte sui redditi e delle addizionali regionali e comunali, il limite di ricavi e compensi previsto per l’accesso al regime è “elevato a euro 100.000”. Il riferimento al nuovo comma vale anche per l’aliquota ridotta del 5% riservata alle nuove attività, prevista dall’articolo 235. Non viene invece toccata la soglia di 85.000 euro che continua a valere per l’IVA.
Perché l’IVA resta ferma a 85mila euro
Il forfettario esonera dall’IVA perché l’Italia applica il regime di franchigia per le piccole imprese consentito dalla normativa europea. La direttiva UE 2020/285 fissa però a 85.000 euro il tetto massimo di volume d’affari annuo entro cui gli Stati membri possono concedere la franchigia. Il governo ha quindi scelto di separare i due piani: l’imposta sui redditi è materia nazionale, l’IVA no.
Il risultato è un forfettario a due velocità. Fino a 85.000 euro di ricavi nulla cambia: imposta sostitutiva al 15% (5% per le nuove attività nei primi anni) e niente IVA in fattura. Tra 85.000 e 100.000 euro il contribuente resterebbe nel regime forfettario per la tassazione del reddito, ma dovrebbe emettere fattura con IVA, liquidarla e versarla, presentare la dichiarazione IVA e rispettare gli altri adempimenti ordinari.
Le nuove soglie di uscita: 115mila e 100mila euro
Il disegno di legge riscrive anche il comma 1 dell’articolo 238 del testo unico, che regola l’uscita dal regime nel corso dell’anno. Il forfettario cesserebbe di applicarsi dall’anno stesso in cui i ricavi o compensi percepiti superano 115.000 euro, ai fini delle imposte sui redditi e delle addizionali, e 100.000 euro ai fini dell’IVA.
Per chi lavora vicino alle soglie servirà quindi un monitoraggio più attento del fatturato durante l’anno, perché i limiti da tenere d’occhio diventano tre: 85.000 euro per l’esonero IVA nell’anno successivo, 100.000 euro per l’IVA in corso d’anno e 115.000 euro per la flat tax in corso d’anno.
Lavoratori dipendenti e pensionati: limite a 35mila euro solo per il 2027
Il comma 3 dell’articolo 9 interviene sulla causa di esclusione che riguarda chi ha anche redditi da lavoro dipendente o da pensione. Oggi non può accedere al forfettario chi nell’anno precedente ha percepito più di 30.000 euro di questi redditi. Il disegno di legge porta il limite a 35.000 euro, ma “per l’anno 2027”: a differenza della soglia di 100.000 euro, questa modifica è temporanea.
A che punto è l’iter
Il testo è all’esame del Parlamento, che deve approvare la legge di Bilancio entro il 31 dicembre. Nelle prossime settimane gli emendamenti potranno modificare soglie e regole, e il dibattito sul regime forfettario a 100mila euro tra forze politiche, professionisti e associazioni di categoria è appena iniziato. Per questo le cifre vanno considerate quelle del testo presentato e non ancora definitive. Seguiremo le modifiche nella sezione Normative e Compliance.
Cosa significa per le imprese
Per professionisti e piccole partite IVA tra 85.000 e 100.000 euro di ricavi il regime forfettario a 100mila euro può voler dire meno imposte sul reddito, ma non meno burocrazia. Fatture con IVA, liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale comportano costi di gestione e, per chi lavora con clienti privati che non detraggono l’IVA, un possibile aumento del prezzo finale o una riduzione del margine. Conviene fare i conti con il proprio commercialista su ricavi attesi, tipo di clientela e costi reali dell’attività, e attendere il testo definitivo prima di prendere decisioni su prezzi, investimenti o fatturazione di fine anno.
Fonti: Disegno di legge di Bilancio 2027, testo bollinato del 30 ottobre 2026, articolo 9; Direttiva (UE) 2020/285 del Consiglio.









